Middle Ages and Renaissance Tuscany Colours (EN-IT)

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 (EN) Middle Ages and Renaissance Tuscany Colours

In the Middle Ages and during Renaissance, artists used to make their own colours with what they found in nature.

Marco-Caratelli-riproduzione
Marco-Caratelli-riproduzione

They mixed together ground stones, leaves, crushed berries together with water  or egg white . It was almost like cooking  or playing “ medicine  maker”.  Often , each painting workshop had  its own “formula”, more or less kept secret, in order to obtain the best brilliant colours able to keep over time.

Looking at Marco Caratelli working in his Bottega “Passato nel Presente”  at his amazing paintings,  is literally like stepping back in time.

His reproductions of  masterpieces from the famous “sienese school”, are truly able to take you back to Simone Martini’s laboratory and imagine the painters that populated Siena narrow alleys in the Middle Ages .

Bottega-d-arte
Bottega-d-arte

You see young hands making ageless masterpieces and you know that you are experiencing something unique and very close to whatever , centuries ago, artists used to feel, you look at what they used to see, you smell the same odour of colour preparations  they used to smell….

Ingredients for Colours

What ingredients did they use used to obtain the most popular colours of the time? Based on “Alla scoperta di Siena”by Barbara Latini & Mesi Bartoli, this is what I have found out about the magic world of colours.

My favourite : BLUE was called ultramarine blue and was obtained by grinding lapis lazuli stones coming from faraway lands.. Afghanistan is one of the area where this stone can be found. You can imagine that it was very expensive.

lapislazzuli
lapislazzuli

Another type of blue was called “della Magna” as it was coming from “Allemagna” , the name for Germany.

GREEN : The mineral Malachite was ground to obtain a bright green , while for a darker green , verdigris was used. To get different shades they used to mix yellow and blue.

YELLOW: Clay was used to obtain yellow ochre; a type of yellow called “risalgallo” was made instead using the Arsenic poison. In addition, to have the nuance called “giallorino” , lead was needed.

RED: The resin of a palm tree was used to make what was called “dragon’s blood”

BLACK: To make black , charcoal was used but also peach-stones or burned grapevine branches

Marie- Louise-Workshop
Marie- Louise-Workshop

To finish, WHITE was made using lime into water and got “St Johns white”. A different shade of white was obtained by grinding animal bones.

(IT) I Colori del Medioevo e Rinascimento Toscano

Nel Medio Evo e nel Rinascimento, i  pittori utilizzavano le materie prime disponibili in natura.

Ali-Marco-Caratelli
Ali-Marco-Caratelli

Mescolavano polvere ottenuta da pietre più o meno preziose, foglie, bacche pestate e a queste sorti di decotti  aggiungevano acqua o albume d’uovo. Era un po’ come cucinare o fare come i “fabbricatori di rimedi medicinali”del tempo. Ogni bottega spesso aveva la sua propria formula ( più o meno segreta) per ottenere i colori più brillanti e duraturi nel tempo.

Passatonelpresente
Passatonelpresente

Osservare Marco al lavoro nella sua Bottega d’Arte, è veramente come tornare indietro di secoli. Le sue riproduzioni delle pitture senesi lasciano a bocca aperta.  Sembra veramente di tornare ai tempi della scuola pittorica senese.  Come entrare nella bottega di Simone Martini , ci immaginiamo i pittori intenti a lavorare nei laboratori delle strette stradine medievali.

Vediamo le mani giovani di Marco ricreare opere d’arte senza eta’ e ci rendiamo conto che stiamo vivendo un esperienza unica. Siamo probabilmente in grado di provare quello che provavano le persone di quei tempi guardando le mani dei pittori senesi all’opera, guardiamo cose che anche a quei tempi vedevano e sentiamo odori di pigmenti e colorazioni esattamente come sentivano annusando l-aria , gli artisti dell’epoca. Il passato nel presente.

Ingredienti e Colori

Ma come si ottenevano i colori più richiesti? Secondo quanto letto nel libro “Alla scoperta di Siena” di Barbara Latini e Mèsy Bartoli, ecco cosa ho scoperto a proposito del magico mondo dei colori.

Il mio preferito , il BLU, il Blu marino , brillante e profondo , era ottenuto polverizzando la preziosa pietra di lapislazzuli, proveniente da terre lontane. Un tipo pregiato viene dall’ Afghanistan, potete immaginare che si trattava di pigmento molto costoso! Un altro tipo di blu, chiamato “della Magna” , proveniva invece dalla Germania, ai tempi, chiamata infatti Allemagna.

lapislazzuli
lapislazzuli

Per il VERDE si utilizzava il minerale Malachite che dava un bel verde brillante, mentre un verde più scuro di otteneva con il verderame. Altre tonalità erano prodotte mischiando giallo e blu.

GIALLO: per il giallo ocra si usava un tipo di argilla. Il “giallorino” si otteneva con il ferro ed il colore chiamato “ risalgallo” era fatto utilizzando il velenoso arsenico.

Il ROSSO, detto “sangue di drago” , era ottenuto con la resina di una palma.

colori-pigmenti
colori-pigmenti

Il NERO, oltre al carbone, si produceva usando noccioli di pesca o rami di vite bruciati.

Infine, il BIANCO : veniva fatto mischiando pietra calcarea con acqua ed era chiamato il “bianco di San Giovanni”, un altro tipo di bianco , si otteneva tritando ossa animali.

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