Cronache: dalla mia cucina (dual language)

(IT) Cronache dalla mia cucina

Che dire?…che sia un “periodaccio” è un eufemismo…Non posso negarlo: faccio fatica ad accettare la situazione. La trovo surreale e combatto constantemente  con me stessa per accettare la nuova realtà. Come tutti mi faccio la domanda: fino a quando? Scrivo qui dalla mia cucina,  e mi impongo di respirare profondamente, pensare positivo e guardare oltre. In un periodo in  cui siamo iper-connessi per mancanza della vita sociale vera, ho notato che per me, sempre all’incontrario, è necessario staccarsi, disconnettersi perché mi irrita quasi tutto quello che leggo. E’ invidia la mia.  Pura e semplice.

cucina
cucina

Perché io non riesco a fare la lista delle cose di cui essere grata; la mia casa, dopo i primi 2 giorni di quarantina, ha smesso immediatamente di essere linda e pulita come quella di tutti gli amici sui social. Io non trovo conforto nel cucinare, (…nel mangiare sì , il che però non migliora il mio stato). Le poche foto di forni accesi e tavole preparate per le torte di mele sono sporadici momenti zuccherosi , un vano tentativo di conformarmi alla nuova tendenza.

La tanto decantata armonia familiare ritrovata, il risultato di un faticoso sforzo da parte di tutti i membri della famiglia per rispettare gli spazi di ognuno.

Yoga e camminate

Grazie alla mia meravigliosa insegnante yoga, ho accesso ad una lezione giornaliera di yoga che dovrebbe darmi una mano…ma in quel momento ho sempre qualcosa più urgente da fare e me le sono perse quasi tutte.

A piedi
A piedi

Perché il mio problema è sempre stato la mancanza di disciplina. Datemi una regola e la sottoscritta crolla.

L’unica mia “medicina” è l’attività fisica e le camminate. Non punto il dito contro nessuno, ma stanno parlando di eliminare anche questo spazio, grazie all’ inciviltà di alcuni che non seguono le regole come si dovrebbe, e una classe dirigente che secondo me ci prova, ma non è preparata a tanto.  Ma non è questo il luogo per una discussione sull’argomento.

Andrà tutto bene?

Gli striscioni #andràtuttobene mi lasciano perplessa. Un po’ come fare gli auguri prima dei compleanni, non si fa secondo me, ma io sono una superstiziosa (sì, c’ho pure questo difetto!) Ed i Flash Mob ai balconi?  Li trovo bellissimi…ma la sera dell’appuntamento mi sono ritrovata sola come una cretina al balcone a guardare la luna…Non ho vicini poetici, nessun dirimpettaio che suona il violino alle 18 e concorda un aperitivo dal balcone…figuriamoci uscire in terrazzo a cantare!

PIXABAY Spritz
PIXABAY Spritz

E la sera mi trovo a fronteggiare un’ansia che mi assale giusto quando sono sul punto di dormire.  Ho deciso di controllare le notizie una sola volta al giorno e guardare i social solo quando devo, per lavoro.

Parlando con degli amici però ho trovato conforto. Questo mio sentimento di inadeguatezza è condiviso da tanti, che non postano foto di case felici sui social ma combattono ogni giorno per tenere l’armonia in famiglia, quando, a momenti alternati, l’ansia ci assale.  Forse è questa la vera faccia di questa realtà.

a good year
a good year

Solo accettandoci così imperfetti  usciremo migliori da questa brutta  esperienza , più resilienti, più forti attenti agli altri e magari anche a noi stessi.  Perché ricominceremo, senza dubbio, ma non sarà per niente come eravamo.

Saremo tutti diversi. Migliori o peggiori dipenderà da noi.

 

(EN) Chronicles from my kitchen

What can I say? … that it is a “periodaccio” (bad time) is an understatement … I can’t deny it: I struggle to accept the situation. I find it surreal and I constantly fight with myself to accept the new reality. Like everyone else, I ask myself the question: for how long? I write from my kitchen and force myself to breathe deeply, think positively and look beyond.

In a period when we are hyper-connected, due to lack of real social life, I noticed that for me, on the contrary, it is necessary to unplug, disconnect from the web, because almost everything I read irritates me. It must be envy. Pure and simple envy, because…I am helpless. I am not able to make a “gratitude list”,- a list  of things to be thankful for.

My home, after the first 2 days of quarantine, immediately stopped being neat and clean, like homes I see on social media. I find no comfort in cooking, (while I do in eating, which does not improve my condition). The few photos of lit ovens and tables ready for apple pies are sporadic sugary moments, a vain attempt to conform to the new trend. Family harmony is the result of a precious balance kept together thanks to everybody’s effort.

Yoga & physical activity

Thanks to my wonderful yoga teacher, I have access to a daily on-line yoga class that should help me out … but at the moment, I always seem to have something more urgent to do and I missed almost all of them.  Because my problem has always been a lack of discipline. .. Give me a strict rule …I crash.  I know my limits.

yoga
yoga breathing

My only “medicine” is physical activity and walking. I am not pointing my finger at anyone, but they are talking about eliminating this space too, thanks to the incivility of some who do not follow the rules as they should, and perhaps not only that. However, this is not the place for a discussion on this topic.

Will everything be allright?

Banners #everythingwillbealright leave me puzzled. A bit like wishing Happy Birthday before the a ctual day, I am a superstitious woman (yes, I also have this flaw!)

What about Flash Mobs on balconies? I find them a great idea… but on the evening of the appointment, I found myself alone as an idiot on the balcony looking at the moon … I have no poetic neighbors, no one playing violins at 6 pm or sharing aperitifs from the balcony … let alone go out on the terrace to sing !

When evening falls, like many others, I find myself fighting  anxiety,  just when I am about to sleep.  That’s why I’ve decided to check the news no more than once a day , and only look at social media when I have to, for work.

Tiziano pieroni
Tiziano pieroni

However, I found comfort in talking to friends. My feeling of inadequacy is shared by many, who do not post photos of happy homes on social networks but fight every day to keep harmony in the family, when, at alternate moments, worries appear ovewhelming.

Perhaps this is the true face of this reality. Only by accepting our imperfections will we come out, from this bad experience, as better humans. More resilient, stronger, attentive to others and maybe even to ourselves.

There is no doubt that things will pass. One way or another. It is the circle of life.

We will start again, but I believe nothing will be the same as before. We will all be different. Better or worse it up to us.

 

 

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